“Crediamo nella cura e nel rispetto della natura, nella passione per la produzione dell’uva, del vino e degli altri prodotti della terra, nella sapiente preparazione del cibo e nell’ospitalità attenta ad ogni persona.”
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Alcune riflessioni sull’anno appena passato

02/01/2022

Dopo questi due anni di fatica spero che sia cresciuta la consapevolezza che il nostro benessere e la nostra salute siano sempre più interconnesse agli “altri” vicini o lontani che siano.
È vero che ci sentiamo più partecipi ai problemi dei nostri vicini e della nostra comunità e che gli atti di individualismo e di egoismo non ci portano da nessuna parte se non ad aggravare una situazione di fatica sanitaria, scolastica e sociale che colpisce sempre i più deboli, ma nello stesso tempo dobbiamo avere la consapevolezza che lasciare intere parti del pianeta al sottosviluppo, alla mancanza di istruzione, di assistenza sanitaria e di vaccini, non potrà che favorire la comparsa di altri virus o di altre varianti che, in un mondo globalizzato e nel tempo, ci colpiranno ancora.
In parallelo a questa considerazione sono convinto che il discorso ambientale sia ancora più importante: la riduzione dei gas serra e delle conseguenti variazioni climatiche, la limitazione allo sfruttamento delle risorse della Terra, temi dei quali hanno parlato anche i potenti della terra in questi ultimi mesi, sono obbiettivi dai quali non possiamo più sottrarci anche con i nostri comportamenti individuali e col cambiamento di mentalità rispetto ai consumi di tutti i giorni.
Nel nostro piccolo, in campagna, nell’agriturismo, nei nostri piatti, cercheremo di porre sempre più attenzione ad un comportamento e a una proposta il più possibile equilibrata da un punto di vista ambientale e salutistico: vanno in questo senso il passaggio aziendale all’agricoltura biologica, l’uso in cucina dei prodotti agricoli del nostro territorio e l’utilizzo di fonti energetiche a basso impatto ambientale. Speriamo di raggiungere un equilibrio con la pandemia e di riacquistare serenità e fiducia: la socialità, la convivialità e il piacere della tavola fanno parte della nostra storia e cultura e ci auguriamo di potercene al più presto riappropriare completamente, con nuova coscienza e attenzione.
La vendemmia 2021 è stata la più povera per produzione da 30 anni a questa parte e fa seguito a quella già scarsa dello scorso anno, anche quest’anno tutto ciò è la conseguenza di un inverno senza precipitazioni e di una estate calda e siccitosa, con l’aggravante delle gelate primaverili che hanno colpito anche i vigneti di collina. Quindi poche uve quasi appassite, che ci hanno dato dei vini bianchi caldi, sapidi e profumati e vini rossi strutturati e colorati.